Klinefelter e linguaggio: capire può essere più facile che esprimersi
Un bambino può aver compreso una domanda ma impiegare più tempo a trovare le parole, organizzare una risposta o spiegare come si sente. Nella sindrome di Klinefelter questa differenza tra comprensione ed espressione è conosciuta, ma varia molto da persona a persona.
Che cosa ha osservato lo studio
Uno studio pubblicato online il 12 febbraio 2019 ha valutato 26 bambini e ragazzi con Klinefelter, da 1 anno a 17 anni, analizzando linguaggio, articolazione, lettura, memoria linguistica e comunicazione sociale.
Nel campione, 24 partecipanti su 26 mostravano almeno una difficoltà comunicativa. Erano frequenti soprattutto le difficoltà nel linguaggio pragmatico, cioè usare e interpretare il linguaggio nelle situazioni sociali, nella memoria verbale e nelle abilità di lettura e scrittura. La maggioranza, tuttavia, parlava in modo chiaramente comprensibile.
Nella Klinefelter sono più frequenti difficoltà del linguaggio espressivo, della lettura e della scrittura. La comprensione può essere relativamente migliore della capacità di formulare ed esprimere pensieri. L’intelligenza generale, però, è solitamente nella norma e una difficoltà linguistica non equivale a disabilità intellettiva.
Perché a scuola può sembrare altro
Una risposta lenta o breve può essere interpretata come distrazione, scarsa preparazione o mancanza di collaborazione. Talvolta il problema è invece trasformare rapidamente ciò che si è capito in una risposta verbale ordinata, ricordare una sequenza di istruzioni o cogliere ironia e significati impliciti.
Può essere utile concedere qualche secondo in più, spezzare le consegne lunghe, affiancare istruzioni scritte o visive e controllare la comprensione con domande semplici. Sono strategie generali: gli eventuali supporti scolastici o logopedici devono partire da una valutazione individuale.
Lo studio comprende soltanto 26 partecipanti, reclutati attraverso servizi clinici e gruppi di supporto. Il dato del 92% descrive quel campione e non permette di dire che il 92% di tutti i bambini con Klinefelter abbia un disturbo comunicativo. Inoltre, non tutti presentano lo stesso profilo o necessitano di terapia.
Che cosa raccomandano le linee guida
Le linee guida europee raccomandano di monitorare lo sviluppo del linguaggio e le capacità di apprendimento e di ricorrere a valutazione e trattamento logopedico quando necessario. Le difficoltà possono diventare più visibili crescendo, quando aumentano le richieste scolastiche e sociali: per questo una valutazione precedente normale non esclude la necessità di ricontrollare in seguito.
Fonti
- St John M. e collaboratori, studio originale su linguaggio e comunicazione – pubblicato online il 12 febbraio 2019
- Scheda PubMed dello studio – PMID 30822601
- Linee guida della European Academy of Andrology sulla sindrome di Klinefelter – pubblicate online il 22 settembre 2020
- MedlinePlus Genetics, sindrome di Klinefelter – aggiornato il 10 luglio 2023
Informazione divulgativa basata su uno studio osservazionale e linee guida. Non formula diagnosi e non sostituisce il parere del pediatra, del neuropsichiatra infantile o del logopedista.